Yoga, il menù per l’armonia interiore

Dai principi tradizionali ai consigli moderni, ecco l’alimentazione giusta per affrontare una disciplina antichissima

Disciplina antichissima a metà fra esercizio fisico, stile di vita e pratica mistica, lo yoga celebra ogni 21 giugno la propria Giornata Internazionale. Un festa per milioni di appassionati e praticanti che si ritrovano, stuoia in mano, ad assumere posture funzionali tanto alla tonicità muscolare quanto alla meditazione interiore. D’altronde, lo yoga è prima di tutto una pratica olistica, che tiene assieme la totalità dell’organismo umano. Corpo o mente non fa differenza. L’importante è fare fluire l’energia vitale che anima ogni cosa, rilanciandola ad ogni cambio di posizione.

Un attività che richiede una buona dose di fatica fisica e nervosa e per questo va sostenuta da una corretta alimentazione. D’altronde, sono gli stessi testi antichi sullo yoga che tracciano un forte collegamento con il regime alimentare di chi pratica questa disciplina. Ovvio, a distanza due mila anni, le indicazioni nutrizionali vanno tarate. Ma alcuni principi valgono ancora oggi. Un esempio? I criteri con cui si scelgono gli alimenti. Per la scienza yoga, il cibo deve rispettare quattro fattori. Il primo è quello vibrazionale: il fluire dell’energia all’interno dell’alimento lo caratterizza come eccitante, armonioso o depressivo. Poi c’è l’accoppiata di fattori vitale ed etico alla base della scelta vegetariana di molti praticanti. Infine una considerazione di tipo anatomica: l’apparato digerente dell’essere umano non è adatto alla digestione delle carni che, rimanendo a lungo nell’intestino, finiscono per andare in putrefazione prima ancora di essere completamente assimilate.

In generale, comunque, l’alimentazione dello yogi (colui che pratica colo yoga) tende al vegetale ma non disdegna il pesce o i derivati animali e fa largo uso delle erbe. Per questo, prima di iniziare una sessione di yoga è importante consumare un pasto a basso carico glicemico privilegiando le proteine derivanti dal pesce e dalla soia. Le prime per fare scorta di Omega3 e fosforo, le seconde totalmente vegetali per chi adotta un’alimentazione vegetariana. L’idratazione, poi, è cruciale durante l’attività - specie per chi pratica la variante hot dello yoga: in un ambiente a 38° e il 60% di umidità. Meglio portarsi un thermos di tisane allo zenzero (con azione antiossidante e antinfiammatoria) o infusi a base di tarassaco, bardana e cardo mariano (per eliminare le tossine e combattere i radicali liberi).

Dopo la pratica si consiglia di non mangaire subito. La digestione potrebbe compromettere lo stato psicofisico appena raggiunto. Dopo un’ora spazio a un pasto che punti a riequilibrare l’energia spesa. In questo caso assumere cereali integrali potrebbe essere una buona idea. Meglio accompagnarli con una buona componente proteica sia di origine animale che vegetale. Utile poi fare il pieno di sali minerali, magari con una spremuta d’arancia o una limonata ricche di vitamina C. E se proprio avete voglia di dolce, meglio puntare su uno yogurt bianco a basso tenore di zuccheri con un mix di frutta secca oleosa. 

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