Sport di endurance e alimentazione: i segreti per dare sempre il massimo

In molti pensano di doversi “imbottire” di pasta e pane: sbagliato. Prima regola bilanciare il piatto

L’alimentazione ha un ruolo chiave nella vita di tutti noi. A maggior ragione è fondamentale per un trail runner o un atleta di endurance: più l’alimentazione sarà equilibrata e adatta al tipo di sforzo che si deve compiere, più la prestazione ne risentirà in modo positivo. E il nostro corpo ringrazierà. Già, perché è vero che il nostro corpo è in gradi di adattarsi e anche se alimentato a dolci e fritti si adatta, ma di certo le prestazioni che otterremo non saranno entusiasmanti. A maggior ragione se siamo atleti o appassionati di sport di endurance.

Un trail runner, per il tipo di attività che svolge, deve seguire un’alimentazione che metta il corpo in condizione di usare i grassi. Come fare per ottenere questo risultato? Sfatiamo il falso mito del carboidrato a tutti i costi. Tanti sportivi di endurance sono convinti che prima di un allenamento o di una gara la cosa migliore da fare sia mangiare tanti carboidrati ad alto indice glicemico. Sbagliato. Con un pasto a soli carboidrati aumenta la glicemia, e di conseguenza l’insulina che quando è in circolo inibisce l’utilizzo dei grassi. Se invece si consuma un pasto adeguato, bilanciando carboidrati e proteine, verranno utilizzati più grassi durante l’attività fisica e la prestazione sicuramente sarà migliore.

Non dimentichiamo che i carboidrati non sono tutti uguali: ci sono quelli ad alto indice glicemico, come pane e pasta, ma ci sono anche quelli a basso indice glicemico, nello specifico frutta e verdura. A uno sportivo di endurance servono entrambi, ma i  carboidrati a basso indice glicemico vanno assunti in grande quantità (anche se non a ridosso delle gare per non rallentare la digestione) perché sono sostanze antiossidanti. Un altro motivo per cui è indispensabile per un trail runner seguire una giusta alimentazione è per tenere sotto controllo quella che è l’infiammazione corporea. Un corridore a piedi fa tantissimi chilometri e di conseguenza ha un’infiammazione silente molto più alta rispetto alla media. Inoltre si allena sempre su un fondo sconnesso, quindi ha uno stress articolare notevole. In più, c’è la vita normale di tutti giorni. Ecco perché è fondamentale seguire un’alimentazione che consenta di ridurre i rischi di infortuni e l’infiammazione. Per farlo, il consiglio è quello di mangiare in modo bilanciato, abbinando sempre le proteine ai carboidrati ad alto indice glicemico, trovare un giusto indice di equilibrio tra l’allenarsi troppo o troppo poco. E ancora: consumare tanta frutta e verdura, sostanze antiossidanti naturali, e gli omega 3, che abbassano l’infiammazione corporea e aiutano a tenere fluida la membrana cellulare.

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