Mancini: «Ai personal trainer chiedo di mettersi nei panni dei loro clienti più sensibili»

Ascoltare gli altri stando attenti alle proprie necessità per rendere facili e attuabili gli obiettivi personali

Tra gli interventi proposti al Rimini Wellness il suo non è stato certo tra i più facili. Maurizia Mancini, esperta di semiotica, ha dovuto infatti trovare una chiave di lettura comprensibile ai tanti tecnici del benessere su un tema (La dieta e il potere delle abitudini) solitamente poco digeribile per loro. Ma la grinta con cui ha risposto alle domande che le abbiamo posto, non aveva già lasciato alcun dubbio sul risultato che avrebbe ottenuto.

All’evento ha parlato di strategie per creare motivazione al cliente rispetto alla corretta alimentazione. Com'è andata?
Il mio intervento si è diviso in due tematiche: il primo approccio è stata la premiazione, uscendo dalla disciplina e andando a lavorare a un'idea di premio. Nel secondo invece sono andata  a cercare le motivazioni profonde che la persona, che di natura traccia sempre le migliore soluzioni che ha con le risorse che ha, per qualche motivo sceglie, profondamente, di non mangiare sano.

Qual è l’errore più comune che le persone continuano a fare per abitudine?
Spesso le persone si trovano ad affrontare due tipologie di situazioni. La prima è quella di applicare una metodologia di mangiare sano sbagliata per se stessi. Le diete che si possono trovare in circolazione sono molto soggettive e ciò che può essere andato bene per una persona non è detto che sia la soluzione adatta al nostro caso. La seconda situazione è seguire un regime alimentare ridotto senza considerare a volte i cambi del nostro stato d’animo. Certi escamotage possono andare bene in alcuni momenti. Gli stessi quando non si è molto predisposti possono essere deleteri.

Cambiare le proprie abitudini è più complicato in generale oppure nell’alimentazione ha notato maggiore difficoltà tra le persone?
Come le dicevo ogni persona vede il mondo a modo suo. Letteralmente. Non lavoro sulle emozioni della gente piuttosto sul loro sistema simbolico personale. Ognuno di noi è circondato da credenze ossia delle convinzioni profonde più o meno consapevoli su cui ci basiamo per muoverci nel mondo. Ecco, siamo influenzati dall’intero apparato di relazioni che ci circondano. Non dobbiamo vedere un comportamento come fine a se stesso e proprio per questo se lo si vuole, lo stesso atteggiamento può essere modificato seguendo l’istinto che ci accompagna.

La cura di sé non va confusa con la solita dieta dimagrante. Come si cambia l’idea di sacrificio in quella più salutare di benessere?
Cercherò di essere breve su un discorso molto vasto. Parto dal ricordare cosa significa sacrificio: rendere sacro. La parola non è negativa nel suo essere, ma è l’immaginario collettivo che la vuole così. ll sacrificio è il compimento di un'azione sacra che, in quanto tale, celebra il sacro, celebra ciò che importa, celebra il valore che dà un senso a noi stessi e alla vita e non va trascurato, specie nella minutezza della quotidianità. Questo atteggiamento dovremmo proporlo a chi chiede di seguire una dieta, a chi chiede di perdere peso. Ai personal trainer incontrati durante l’evento da me presieduto al Rimini Wellness, ho domandato di mettersi nei panni dei loro clienti. Di comprendere i loro stati d’animo e le loro richieste, cercando di cambiare atteggiamento. Si può farlo velocemente perché siamo plastici e, come pensiamo di non poter arrivare a un obiettivo, possiamo in pochissimo tempo stravolgere il nostro pensiero e portarlo all’opposto.

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