La colazione del campione

Anche i più sportivi hanno bisogno di fare colazione: ecco come prepararla

La sveglia che suona all’alba per molti è un grossolano errore della sera prima. Per altri segna l’inizio della sessione di allenamento. Stiamo parlando di quei campioni mattutini del jogging o della nuotata solitaria. Un rito per uomini e donne dall’incedibile tempra morale. Quelli che se potessero (e a volte lo fanno, ammettiamolo) andrebbero a letto vestiti per non sprecare tempo. Perché quella è la loro ora d’aria prima degli impegni quotidiani. Eppure, per quanto votati all’ascetismo sportivo, anche questi individui mitologici rimangono degli essere umani. E come tutti, hanno bisogno di mangiare. Soprattutto a colazione.

D’altronde, mangiare a ridosso di uno sforzo fisico può essere controproducente. Crampi allo stomaco, indigestione, pesantezza sono tutti effetti collaterali che un maratoneta mattutino non può permettersi. Meglio presentarsi digiuni sui blocchi di partenza e utilizzare la colazione per fare recuperare l’energia consumata. In questo modo, si otterrà il miglior stimolo della sintesi proteica e anabolica. Detto in altri termini: la formazione delle componenti cellulari e dei tessuti corporali da cui dipende la crescita della muscolatura.

Dopo la doccia, quando ci si siede finalmente a tavola, la prima regola è quella di abbinare una porzione di proteine ai tradizionali carboidrati da colazione (pane, fette biscottate, cereali, ecc). Ecco allora che un toast con pane integrale ben farcito da alcune fette di prosciutto cotto possono fare al caso nostro. In alternativa, vanno bene due uova e una manciata di frutta secca oleosa (mandorle, noci, nocciole, pistacchi non salati). Mentre per i più estroversi c’è la variante ricotta, pane di segale e marmellata senza zuccheri aggiunti. Insomma, le alternative non mancano.

Anzi, c’è pure la possibilità di consumare qualche carboidrato ad alto indice glicemico per avere quella carica in più appena si timbra il cartellino. Occhio, però: non esagerate. Per evitare i picchi di glicemia l’importante è bilanciare il tutto con una fonte proteica, possibilmente senza troppi grassi. E alla fine, ci sta pure un caffè.

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