Quando il tè si tinge di verde

Detox naturale, aiuta anche a tenere sotto controllo l’indice glicemico

Una volta fu il tè nero. Quello del famoso tè delle cinque, che per gli anglosassoni rappresenta un mito senza fine. Come tale, è certamente intramontabile. Ma al suo fianco negli ultimi anni si sta facendo strada sempre di più il tè verde, che si differenzia per la totale assenza di ossidazione delle foglie da cui è ricavato.

Di origini cinesi, in Oriente è conosciuto e diffuso da secoli mentre in Occidente ha trovato solo da alcuni anni un po’ di popolarità. Una buona notizia per il nostro organismo: sì, perché il tè verde possiede notevoli proprietà disintossicanti. Un detox naturale, che aiuta a smaltire le tossine e favorisce la diuresi. Ovviamente, per far sì che il nostro corpo possa sfruttare a pieno le proprietà del tè verde, è assolutamente sconsigliato berlo con l’aggiunta di zucchero.

Il tè verde ha poi una caratteristica fondamentale per il mantenimento di un basso carico glicemico, ovvero quello di contribuire a bilanciare i livelli di zuccheri nel sangue grazie all’EGCG (epigallocatechina gallato). È chiaro però che l’aggiunta di zucchero o altri dolcificanti rende vana questa sua peculiarità. E le proprietà benefiche del tè verde non finiscono qua: è ricco di antiossidanti e di conseguenza rafforza il sistema immunitario, accelera il metabolismo, aiuta la digestione ed è utile anche per tenere a bada l’appetito. Consumarne un po’ prima dei pasti può essere una strategia saziante da adottare per farci mangiare poi con più equilibrio, evitando abbuffate.

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