La piadina romagnola

Il piatto povero che è diventato il simbolo della Riviera

UN ASSAGGIO

Chi dice Romagna dice piadina. Ed è già pronto a leccarsi i baffi. Chi non resisterebbe, infatti, a questa ricetta, così semplice da preparare, ma così gustosa. E pensare che è nata come piatto povero, già ai tempi degli Etruschi, che la preparavano come una pastella con i cereali, dalla forma tonda, farcita con verdure o salse oppure utilizzata al posto del pane.

Dopo la conquista dell’Etruria da parte di Roma, la piadina divenne parte anche della dieta dei romani più raffinati, sopravvivendo fino al medioevo come ottima sostituta del pane. Mentre il pane subiva tassazioni sempre più alte e la coltura del grano implicava quote da versare ai signorotti locali, la piadina diventava il cibo realizzabile con farine anche di altri cereali, con cui sfamare tutta la famiglia. È così che per molti anni è rimasta il cibo dei contadini e della povera gente che non poteva permettersi altro, se non quello che le davano i frutti della terra.

È dagli anni ’40 che l’impasto di farina di cereali azzima, strutto di maiale, latte e sale, condito con formaggi, affettati o verdure, inizia ad avere il successo che ha ancora oggi. Orde di turisti incolonnati sulle strade per il mare iniziano ad apprezzare questo pasto veloce ed economico, venduto nei chioschetti disseminati qua e là per tutta la Romagna, tanto da farlo diventare il simbolo di questa terra. Nel 2014, la piadina romagnola viene registrata come prodotto Igp, indicazione geografica protetta, e conquista l’intero mercato nazionale. Oggi è conosciuta e ricercata in tutto il mondo. C’è persino chi, come canta Samuele Bersani nella sua canzone Freak, ha pensato di esportarla in India.

COME SI PRODUCE

COME SI RICONOSCE

La piadina romagnola è unica. Tuttavia lo stile, la consistenza e la croccantezza cambiano da città a città, anche di casa in casa. Mano a mano che ci si avvicina al mare, percorrendo la via Emilia in un itinerario del gusto, la piadina diventa sempre più sottile e croccante, fino a quando non raggiungiamo le spiagge di Riccione, dove la piadina è sottile al massimo qualche millimetro.

 

CURIOSITà

Piadina è sinonimo di Romagna, ma ha anche tanti altri sinonimi. O meglio: tanti altri modi di essere chiamata in dialetto. Gianni Quondamatteo, impareggiabile studioso del costume romagnolo, nel suo "Grande dizionario e ricettario della Cucina romagnola" alla voce piada riferisce le differenti denominazioni dialettali: a Ravenna, Faenza e Forlì si dice "pje", nella sola Ravenna anche "pjì" e "pjida", a Cesena e Rimini "pida", a Rimini città come in Valmarecchia "pièda".

Correlati