Caffè, 3 tazzine al giorno possono salvarti la vita

Vari studi, italiani e non, dimostrano l’efficacia della bevanda nella prevenzione di molti tipi di cancro

Una volta bastava una mela al giorno. Oggi, per mantenersi in salute, ci sono due o tre consigli in più a cui fare attenzione. Uno di questi riguarda il consumo di caffè. Bevetene almeno 3 al giorno e vi toglierete il cancro alla prostata di torno.

Scherzi a parte, è stato dimostrato che bere tre o più tazzine al giorno di caffè, meglio se non decaffeinato e preparato all’italiana, riduce il rischio di questo tipo di cancro del 50%. Ad affermarlo è una ricerca condotta da esperti dell’Irccs Neuromed di Pozzilli, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, e l’Irccs Istituto Dermopatico dell’Immacolata di Roma che ha coinvolto circa 7.000 uomini, corredata, inoltre, da studi in laboratorio su cellule tumorali in provetta. Condotto da George Pounis di Neuromed, lo studio è stato pubblicato sulla rivista International Journal of Cancer.

Due importanti studi pubblicati ieri su Annals of Internal Medicine, che hanno coinvolto oltre 520 mila soggetti in 10 Paesi europei, dimostrano come anche solo una tazzina di caffè al giorno possa allungare la vita. Uno di questi è il primo studio europeo su larga scala, sul rapporto tra assunzione di caffè e rischio di mortalità, ed è firmato da 48 ricercatori da tutto il mondo coordinati da Marc Gunter, epidemiologo dell’International Agency of Research on Cancer.

Il secondo, invece, con autrice principale Wendy Setiawan della University of Southern California, ha investigato sull’associazione tra caffè e mortalità su una coorte multietnica di 185 mila persone tra afroamericani, nippoamericani, latinoamericani e caucasici. Il risultato? I benefici del caffè sono simili per tutte le etnie, ottenendo risultati numerici del tutto analoghi a quelli europei.

Rispetto a chi non beve caffè, chi consuma una tazza di caffè al giorno ha un rischio inferiore del 12% di morte da tutte le cause (disturbi cardiaci, cancro, ictus, diabete, problemi respiratori e renali). Va ancora meglio a chi consuma tre o più tazze: il rischio di mortalità, rispetto ai non bevitori, è più basso del 18%.

Ma come si spiega questo effetto salvifico del caffè? La bevanda contiene numerosi composti, come i polifenoli, gli acidi clorogenici e i diterpeni, tutti potenti antiossidanti vegetali. Chi consuma caffè ha un miglior profilo enzematico del fegato, un miglior controllo del glucosio e un più basso tasso di infiammazione nell’organismo

E non è finita qui. Ci sono altri studi che accostano il caffè alla prevenzione di altri tipi di tumore: uno studio della University of Southern California (Usc) pubblicato sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention sostiene che la bevanda nera protegga dal cancro al colon, mentre diversi studi, tra cui anche uno italiano dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, hanno dimostrato il ruolo protettivo del caffè contro il cancro al fegato.

C’è poi uno studio italiano, condotto su circa 7.000 uomini residenti in Molise e partecipanti allo studio epidemiologico Moli-sani, che parla di un potenziale ruolo del caffè nella prevenzione del cancro alla prostata: i casi registrati nel campione analizzato diminuiscono del 53% negli uomini che bevevano più di tre tazzine al giorno.

Nella seconda parte dello studio i ricercatori hanno anche testato l’azione di estratti di caffè, sia contenenti caffeina, sia decaffeinati, su cellule tumorali prostatiche in provetta. I primi hanno mostrato la capacità di ridurre significativamente la crescita delle cellule cancerose e la loro capacità di formare metastasi. L’effetto in larga parte scompare con il decaffeinato, segno che l’effetto benefico osservato è molto probabilmente dovuto proprio alla caffeina, più che alle numerose altre sostanze contenute nel caffè.

È per questo che è importante che il caffè sia preparato all’italiana: alta pressione e temperatura dell’acqua molto elevata. Un metodo diverso da quelli seguiti in altre aree del mondo, che potrebbe determinare una maggiore concentrazione di sostanze bioattive. Secondo il parere dell’Agenzia per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Oms, è bene però evitare di berlo bollente, perché il calore del liquido può essere cancerogeno. E, consiglio valido per tutte le cose, sempre senza esagerare.