Bambù mi piaci tu

Tutte le proprietà dei germogli della pianta orientale

In Cina è un simbolo di lunga vita, nella cultura indiana è legato all’amicizia. In cucina è semplicemente buono, e sano. Stiamo parlando del bambù, o meglio dei germogli del bambù. La pianta ha origine orientale (Cina e Giappone i primi consumatori al mondo), ma è diffuso anche nella nostra cultura come prodotto d’importazione, spesso imbustato, ma anche fresco o precotto.

Il bambù necessita di essere cotto per almeno 40 minuti, per togliere la tossicità dei suoi germogli. È ideale tagliato a pezzi nelle minestre o trasformato in crema insieme ai legumi, fave o tuberi come patate e ravanelli, o anche nelle insalate di verdura o a fresco nelle macedonie di frutta. Può anche essere saltato in padella con altre verdure e condito con salsa di soia o senape. Originariamente fa da accompagnamento alla carne, soprattutto di maiale, il cui mix crea un effetto agrodolce particolarmente gradito ai cinesi.

In ogni caso rimane un cibo dal bassissimo contenuto di grassi e povero di zuccheri. Grande fonte di potassio, aiuta a mantenere bassa la pressione sanguigna, mentre i numerosi fitoelementi che contiene, tra cui l’acido folico, gli conferiscono proprietà antiinfiammatorie e antiossidanti. Grazie ai numerosi tipi di lignani è ottimo per combattere microbi, batteri, funghi. Nei germogli abbonda anche la fibra alimentare, perfetta nel prevenire e combattere il colesterolo cattivo e donare senso di sazietà.