Allevamento grass fed, quando la carne bovina è sostenibile

L'ultima tendenza che combatte il problema degli alti consumi di acqua e cereali

Grass fed, ossia nutrito d’erba.
È l’ultima tendenza in fatto di carni rosse che potrebbe risolvere, almeno in parte, la questione dell’insostenibilità degli allevamenti bovini. Caratterizzati da un alto consumo di acqua e cereali, altrimenti destinati all’alimentazione umana.
Scopriamo insieme in cosa consiste e di come funziona in Italia.

Allevamento grass fed, cos'è?

Per allevamento grass fed s'intende un sistema di crescita particolare che vede la possibilità per i bovini di restare al pascolo per l’intero ciclo di vita, dalla nascita alla macellazione.

Le uniche fonti di cibo sono quindi l’erba dei pascoli e il fieno per la stagione invernale.
Un’inversione di tendenza rispetto agli allevamenti convenzionali in cui gli animali vengono nutriti con cereali e mangimi. Che se da una parte garantiscono crescita, ingrasso facile e abbattimento dei costi, dall'altra sono poco adatti all'alimentazione dei bovini stessi.

L'allevamento grass fed è sostenibile

È per questo che il sistema grass fed è anche definito sostenibile
Eliminando i mangimi a base di mais e soia, si diminuisce l’impatto di questo settore sul consumo di suolo strappato alle foreste e sul consumo di acqua per l’irrigazione dei campi.
Inoltre, si eliminano migliaia di tonnellate di liquami che ogni allevamento tradizionale deve smaltire periodicamente.

Di vantaggi ce n'è anche per l'uomo

Numerosi sono i vantaggi anche sull’alimentazione e sulle conseguenze per la salute umana. 

Consumer Report, una delle più importanti associazioni di consumatori americana, ha testato 300 campioni di carne macinata di diversa provenienza (allevamenti convenzionali, aziende grass fed e produttori di carni biologiche), alla ricerca di batteri patogeni e antibiotico-resistenti.

I risultati dell’indagine non hanno sorpreso.
La presenza di batteri antibiotico-resistenti appare maggiore nei campioni di carne da allevamento convenzionale, dove l’uso continuativo di antibiotici a basso dosaggio può selezionare con il tempo ceppi di batteri resistenti.

Da un punto di vista nutrizionale, la carne degli animali allevati esclusivamente al pascolo è  quindi più utile all’organismo umano.
Essa presenta un contenuto di grassi saturi paragonabile a quello della carne tradizionale, ma un contenuto superiore di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi omega 3.
Inoltre è più ricca di ß-carotene, da cui derivano le vitamine A ed E, quest'ultima molto presente nell’erba fresca, rispetto ai cereali.

Caratteristiche che hanno reso la carne di manzo allevato a erba particolarmente ricercata tra i cultori della paleodieta.

E in Italia?

Perché quindi non convertirsi tutti al consumo della carne grass fed?
Perché il sistema, in Italia, presenta ancora delle criticità. 

Non esiste al momento una certificazione che li renda riconoscibili. Anche se Grass Fed è un marchio registrato che sta dietro alla distribuzione di questo tipo di carne in tutta Italia.

Inoltre, i lunghi tempi di ingrasso e la mancanza di una rete diffusa di allevamenti dedicati incidono non poco sui prezzi delle carni.
Piccolo particolare che, se messo sul piatto della bilancia a confronto con i benefici per la salute umana, non dovrebbe risultare così negativo. Quindi speriamo di non dover attendere ancora a lungo.

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