Trend dietetici, diffidare è meglio

Una buona regola è non fare affidamento sulla prima dieta che troviamo ma controllare sempre le fonti

Magri e in salute. Sempre più persone sono alla costante ricerca dell’elisir del benessere, soprattutto in vista della bella stagione, quando iniziamo a svestirci e quei due rotolini in più possono crearci un po’ di imbarazzo. È così che, presi dall’urgenza di dimagrire, ci affidiamo alla prima dieta che troviamo, che sia pubblicata su internet, riportata in qualche libro appena pubblicato o suggerita da qualche amico perché è il trend del momento. Alcune possono essere riprese da nutrizionisti o specialisti affidabili, altre un po’ meno. Quindi fidarsi è bene, diffidare è meglio.

Per essere sicuri di ciò a cui stiamo per affidarci è bene controllare le fonti. Chi è che suggerisce quella dieta? È una persona referenziata? Le diete più efficaci e salutari sono quelle che si rifanno al concetto di basso indice glicemico. Il primo a teorizzare questo concetto fu il dottor David Jankins nel 1981, seguito poi dai ricercatori Jenny Miller e Barry Sears.

È con loro che l’approccio alla dieta alimentare abbandona i concetti di caloria e quantità di cibo ingerita. Non è quanto cibo mangi ciò che ti fa ingrassare, ma il tipo e la qualità. E gli stessi influiscono anche sugli ormoni del nostro organismo. Dimagrire non è solo questione di assumere meno calorie: ad esempio cento calorie di pasta e cento calorie di frutta hanno sì lo stesso quantitativo calorico, ma attivano in modo diverso il metabolismo corporeo. È sempre bene, dunque, informarsi e approfondire ogni stile dietetico che ci viene proposto e prediligere quelli che, oltre ad avere solide basi, propongono soluzioni pratiche che seguono teorie ben delineate. 

Correlati