Se un unicorno può aiutarti a mangiare sano

Lo scontro tra Starbucks e un piccolo bar di Brooklyn è in realtà una sfida tra cibo artificiale e prodotti naturali

Anche gli unicorni portano discordia. O pubblicità. Nell’era dei social networks e dell’apparire, le mitologiche creature che fanno venire gli occhi a cuore alle bambine di tutte le generazioni sono finite al centro delle cronache mondiali. E rischiano di creare una bagarre al pari del famoso scontro tra Davide e Golia, per rimanere in tema mitologico.

Per chi fosse ancora rimasto indietro, la questione è questa: lo scorso dicembre, i gestori di un piccolo ma rinomato bar di New York, il The End di Brooklyn, propongono lo “Unicorn Milk”. Una bevanda molto psichedelica alla vista, molto naturale nella sostanza. Il bar infatti, gestito da Bret Caretsky e Madeleine Murphy, sposa l’idea dell’Ayurveda: cibo e bevande sono come medicine per riguadagnare e mantenere il proprio equilibrio, i “latte” proposti dal locale sono tutti a base vegetale, da quelli con petali di rosa bulgara, indicati per il detox, a quelli colorati e remineralizzanti con alghe e miele. Lo Unicorn Milk nasce da un mix di zenzero, limone, spezie e alghe naturali che, mescolate al latte, danno vita a infinite sfumature colorate degne della criniera dell’unicorno più bello.

Tutto molto figo, tutto molto social, ma soprattutto ricostituente, tonificante, riequilibrante. La bevanda ci mette un attimo a far diventare gli occhi a cuore anche a quelle che bambine non sono più, e a spopolare in rete. Tanto che quando il colosso Starbucks propone il suo “Frappuccino Unicorno” in tutte le filiali, per un periodo limitato di soli 5 giorni, il web impazzisce definitivamente e le vendite impennano. Anche se tutto ciò – c’era da aspettarselo – fa storcere il naso alle proprietarie del The End di Brooklyn, che hanno intentato appunto una causa da 10 milioni di dollari al colosso della pausa caffè.

Dove stia la verità in questa “Unicorn Battle” solo ai posteri è dato saperlo, ma c’è una considerazione da fare, che non riguarda tanto social e pubblicità, ma piuttosto un argomento che dovrebbe stare a cuore a tutti: la salute. Perché la vera questione non dovrebbe essere se schierarsi per una multinazionale o per un piccolo bar portato avanti da due amiche, ma se scegliere di bere (e pubblicizzare in rete) una bevanda salutare a base di elementi naturali o un’altra bevanda che di naturale ha solo lo zucchero, ma in quantità che superano una volta e mezzo l’intero quantitativo raccomandato al giorno, per un adulto.

Perché se seguire la moda degli unicorni fa alzare il numero di followers, seguire una sana alimentazione allunga la vita, e ci fa diventare più belli, quasi quanto gli unicorni.

 

Ecco allora la ricetta per lo Unicorn Milk, la bevanda psichedelica tutta al maturale:

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