Primavera, tempo di chic-nic

Da qualche anno spopola la versione glamour del classico pranzo all’aperto. Ma il cibo è sempre lo stesso

La primavera è arrivata e ha portato con sé le temperature giuste per il pic-nic. Dimenticatevi però il classico plaid sfilacciato su cui appoggiare frighetto e stoviglie di plastica per un pranzo a base di panini, torte salate e pasta fredda. Da qualche anno, una ventata di glamour un po’ retrò ha trasformato il pranzo all’aperto. Dagli accessori al menù, ora è tutto più chic. Tanto da coniare una nuova parola per indicare questa attività: chic-nic, appunto.

Innanzitutto, la location. I parchi vanno sempre bene. Se cittadini, meglio. L’importante è che la natura sia incorniciata in un’atmosfera urbana o almeno progettata (come alcuni spazi verdi all’interno delle tante ville che punteggiano l’Italia). Poi c’è tutto il discorso che riguarda gli accessori. A partire dalla coperta dove sedersi e passando per la cesta (rigorosamente in vimini), le stoviglie in ceramica e i bicchieri in vetro (eco-friendly) e gli ultimi ritrovati tecnologici.

Il vero protagonista, però, è il cibo. Il classico panino da fare al momento, assemblando il prosciutto e le cipolle boretane comprate qualche ora prima al supermercato, è out. D’altronde bisogna essere raffinati. Meglio una millefoglie monodose di melanzane, formaggio e pomodoro (la Parmigiana). Oppure un sandwich con crostacei e verdure verdi km zero (tramezzino rucola e gamberetti). E se proprio non potete fare a meno della carne, l’importante è che il taglio di manzo sia certificato, proveniente da un allevamento non-intensivo, condito con spezie e agrumi bio (un piatto di Roastbeaf al pepe e limone). Per il dolce, evitate il burro e non eccedete con lo zucchero (insomma, macedonia). 

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