Lo sapevi che

La colazione del donatore

«Dona il sangue. Donalo ora. Donalo spesso». Questo il motto per la Giornata Mondiale dei donatori di sangue 2017. Un richiamo diretto che va oltre a quei 1,7 milioni di italiani che già si recano presso ospedali e strutture convenzionate per donare in modo del tutto volontario sangue e plasma. Perché se dagli inizi degli anni 2000 l'Italia è autosufficiente a livello nazionale per la copertura di un fabbisogno annuo di 2,4 di unità di sangue, entro il 2020 le cose potrebbero cambiare. Secondo alcune stime, a causa dell'invecchiamento della popolazione e della scarsa diffusione di questa pratica fra gli under 30, ci si attende un calo del 4,5% dei donatori. 

Come fare a rimediare? Prima di tutto andando a donare. E poi, magari, dicendolo a un amico di fronte a una buona colazione. Questo è il pasto principale per un donatore. I motivi sono essenzialmente due: da un lato molti saltano la colazione per non "intaccare" la donazione (ma non è per nulla vietato mangiare, l'importante è farlo con attenzione); dall'altro è il momento giusto per recuperare le energie e i nutrimenti necessari (ferro e liquidi su tutti). Quindi sotto con succhi di frutta, fette biscottate e té poco zuccherato. Niente cornetti o caffè (il cui effetto diuretico potrebbe influire sull'idratazione generale del corpo). 

Ma qual è la giusta alimentazione del donatore? Secondo i prontuari dell'Avis prima di tutto bisogna seguire una dieta varia e regolare, ricca di frutta e verdura (almeno 5 porzioni totali al giorno). In secondo luogo ci deve essere un'alternanza di fonti proteiche, preferendo la carne magra a quella rossa. Meglio limitare il consumo di formaggi (ricchi di grassi) e aumentare quello di pesce (i cui grassi polinsaturi favoriscono cuore e circolazione).