Il caffè si fa verde

Nessuna tostatura, maggiore quantità di caffeina e antiossidanti: così si fa a meno dell’espresso

Siamo abituati a berlo lungo, ristretto, macchiato, shakerato, caldo e freddo, ma l’importante è che sia nero. Perché a tutto si può derogare, ma non al colore del nostro caffè. Qualcosa potrebbe però presto cambiare grazie all’arrivo sul mercato del green coffee.

Di cosa si tratta? Essenzialmente di caffè ottenuto dalla spremitura di chicci non tostati. Insomma, ancora verdi. La sua prima apparizione è stata al Fancy Food Show, annuale rassegna organizzata a New York dalla Speciality Food Association. Ma siamo sicuri che arriverà presto anche qui da noi. Assieme a tutti i suoi benefici. In assenza della tostatura, i chicchi perdono solo in minima misura l’acido clorogenico in essi contenuto, una sostanza ritenuta salutare. Stando a uno studio pubblicato nel 2006 su BMC Complementary and Alternative Medicine, l’assunzione giornaliera di estratto di chicchi di caffè verde è risultata efficace nei topi‎ per la ‎riduzione del grasso e del peso corporeo e del grasso nel fegato.

Insomma, un toccasana con una maggiore dose di caffeina. “Il nostro green coffee è forte”, si legge sul sito di Sunup, la società che ha lanciato la bevanda leggermente addolcita con zucchero di canna organico e non contiene conservanti né additivi. Il problema? Il costo. Abituati come siamo a oscillare sulla soglia di un euro per un espresso al bar, difficilmente saremmo pronti a spendere 23 dollari per una confezione di 6 bottigliette da 250ml. O forse no?

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