Cara Repubblica.it, magari bastasse una corsetta per dimagrire

Il consulente nutrizionale Iader Fabbri precisa la sua posizione rispetto a quella del segretario generale Adi pubblicata sul quotidiano online

«L'attività fisica ha la priorità sull'alimentazione». Inizia così l’intervento di Lorenza Caregaro Negrin, segretario generale Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica) e direttore dell'U.O.C. di Dietetica e Nutrizione Clinica dell’Università di Padova, riportato nell’articolo in homepage su Repubblica.it del 22 maggio. E continua dicendo che «tutti dovremmo muoverci un po’ di più ogni giorno, imparando a mantenere uno stile di vita attivo: l’attività fisica non aiuta solamente a dimagrire, ma previene malattie gravi come l’obesità, il diabete, le patologie cardiovascolari e alcuni tipi di tumore, e tiene lontani stress e ansia».

È vero: muoversi è di vitale importanza, ma una giusta alimentazione non è secondaria a niente e nessuno. Perché, come sostiene il consulente nutrizionale Iader Fabbri «se ci muoviamo tanto, ma continuiamo a mangiare male, la massa grassa non diminuirà e anzi sarà comunque superiore a quella indicata dagli standard di salute». Quello che Fabbri tiene a precisare, in questo sito e nelle sue consulenze a clienti e atleti conosciuti anche a livello internazionale, è che tutto parte dall’alimentazione: «Per dimagrire è di vitale importanza curare l'alimentazione, che associata all'attività fisica, darà maggiori risultati».

In tempi di prova costume, le persone che seguono diete e teorie dimagranti fai da te accrescono con l’avvicinarsi della calda stagione. Nell’articolo di Repubblica.it, la dottoressa Caregaro Negrin elenca una serie di consigli e precauzioni da seguire. E anche lei, infatti, conferisce molta importanza al regime alimentare, anche se sembra mettere al primo posto il movimento. Per Iader Fabbri tutto ciò non è sbagliato, è solo una questione di priorità: «Muoversi può incentivare il dimagrimento, perché innesca una serie di processi biochimici ormonali che aiutano a perdere peso e a mantenere basse le percentuali di grasso del nostro corpo. Uscire a fare jogging o attività fisica ci allontana anche dalla dispensa e dal frigo, ma prima di tutto è sempre bene pensare a cosa mettiamo nel piatto».

A tal proposito cita lo studio del professor Herman Pontzer, antropologo dell’Hunter College di New York, (pubblicato sulla rivista scientifica Le Scienze) che ha studiato e messo a paragone la spesa energetica di esseri umani e grandi scimmie per dimostrare che le persone fisicamente più attive non bruciano in realtà più energia di quanto facciano le persone più sedentarie. Il professore ha vissuto nella Tanzania Settentrionale, a stretto contatto con la popolazione Hadza, fatta di cacciatori e raccoglitori, che spendono molta più energia di un uomo occidentale per procacciarsi il cibo. Dopo un mese di studi e analisi, Pontzer è arrivato a conclusioni controcorrente: il corpo umano ha una spesa energetica più o meno simile in tutte le persone, che siano cacciatori o impiegati d’ufficio. È come viene spesa questa energia che cambia: i cacciatori la impiegano di più per cercare animali, gli impiegati per attività mentali che, tra le altre cose, consentano loro di portare a termine il proprio a lavoro e quindi, in ultima analisi, il cibo.

Fondamentalmente quindi, se ci pensiamo bene, entrambi hanno gli stessi obiettivi. E ciò non si discosta molto da quello che afferma Fabbri: “Prima di tutto, pensiamo a cosa mettere nel piatto”.

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