A tutta fermentazione

Processo antico per conservare i cibi, viene ora riscoperto come aiuto per il nostro organismo

Quando le persone sentono parlare di fermentazione, si dividono subito in due gruppi: quelli che pensano alla birra e al vino da un lato e quelli che pensano a tutto il resto dall'altro. In entrambi i casi, si parla dello stesso processo chimico-fisico. Ma anche dell’ultimo trend in cucina.

Senza scendere troppo nei particolari, durante la fermentazione di un alimento accade che l’energia racchiusa nello zucchero glucosio viene liberata attraverso l’azione di lieviti o batteri in assenza di ossigeno. un procedimento antico, utilizzato per secoli per conservare più a lungo i cibi e spiegato scientificamente solo nell’Ottocento da Louis Pasteur. Duecento anni dopo, i consumatori mainstream lo hanno riscoperto grazie a una maggiore consapevolezza alimentare. Ed ecco che sulle mensole delle corsie iniziano a comparire i primi barattoli con su scritto “prodotto fermentato”.

A garantire il successo di questi alimenti sono gli effetti benefici per il nostro organismo. Soprattutto quelli relativi alla digestione. Essendo ricchi di probiotici, questi alimenti non solo aiutano stomaco e intestino nel loro lavoro quotidiano, ma arginano i problemi relativi alle intolleranze, tenendo lontani effetti collaterali quali diarrea e colon irritabile, debolezza e spossatezza. Infine, sostengono il nostro sistema immunitario nel combattere le malattie dell’apparato orale e gastro-intestinale.