Start up per il food

Dalla gestione delle coltivazioni alla consegna a domicilio, ci sono anche tre progetti italiani

Meno olio di palma, niente fila al reparto frutta e verdura del supermercato e spina della birra sempre carica nel vostro bar preferito. Grandi e piccole sfide per le dieci nuove imprese dello Startupbootcamp di Roma che, dopo un percorso di accelerazione durato tre mesi, ora sono pronte a giocarsi le proprie idee sul mercato. Tra di loro anche tre startup tutte italiane che hanno battuto la concorrenza di oltre 600 candidati da 56 paesi del mondo.

La prima startup tricolore viene direttamente dalla capitale e punta a uno dei prodotti più tipici della nostra Penisola: l’olio d’oliva. Grazie a un dispositivo per la raccolta dati da installare su un albero della zona che si vuole monitorare, Elaisian punta a ottimizzare gli antichi e tradizionali sistemi di coltivazione. Il tutto a disposizione dei coltivatori tramite una piattaforma sui cui, in base a un algoritmo, si trovano i giusti consigli per far rendere al massimo il proprio uliveto.

Anche Wallfarm fa base a Roma. Il suo progetto? Rendere accessibile a tutti la gestione di un orto verticale formato monolocale. Attraverso un software dedicato, Wallfarm punta a monitorare e gestire in automatico le coltivazioni idroponiche di lattuga, insalata e tutto quello che può crescere in un vasetto sopra la vostra credenza.

Da Napoli, invece, arriva eVja. Realtà che si è già contraddistinta nel mondo del foodtech per il sistema Opi. Una piattaforma che raccoglie tutta una serie di dati raccolti direttamente sul campo da dei sensori e facilita la manutenzione e la gestione delle coltivazioni vitivinicole. Bastano semplici click per sapere quando potare, irrigare o passare il verderame.

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