Mangereste il cibo di uno sconosciuto?

A rispondere ci prova Homemade, l'App che mette in contatto chef non professionisti e clienti affamati

Dopo una giornata piena di impegni, arrivare a casa e cucinare è l’ultimo dei pensieri. Eppure appena si mette piede in cucina la voglia di un pasto ristoratore non tarda ad arrivare. Una pizza da asporto o un take away dell’ultimo minuto non fanno al caso vostro. Perché non avete solo fame, ma voglia di qualcosa di buono, cucinato con amore, con quel retrogusto che fa tanto casa e cucina della nonna. Ora anche per voi sembra esserci una soluzione: Homemade.

Startup americana, Homemade punta a inserirsi in uno stretto segmento di mercato: quello del cibo preparato da semplici amatori per altre persone. Niente a che fare con cene stellate a domicilio o ex cuochi professionisti che vogliono arrotondare la pensione. Homemade collega chi ha la passione per la cucina e chi ha fame attraverso una semplice App. Agli “inserzionisti” vengono consegnati tutti gli strumenti per essere riconosciuti e raggiunti dagli utenti che, a loro volta, possono sfogliare le varie proposte come un menù.

Tutto bello, eccetto un dettaglio: mangereste (e paghereste) mai una cena preparata da un estraneo senza qualifica professionale? Non solo. Oltre le remore personali, Homemade sta cercando un modo per aggirare la regolamentazione per la somministrazione di alimenti e il conseguente pagamento. Al momento, le transazioni vengono derubricate come semplici donazioni. Ma i precedenti non mancano: a inizio luglio 2017 un gruppo di signore aveva tentato la stessa strada con il pane. Il risultato? Una multa di mille dollari e il rischio di passare sei mesi in carcere per mancanza di licenza commerciale e autorizzazioni sanitarie.

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