Team sport, vince il gioco di squadra

Tecnica e tattica non bastano se gli altri vanno ai mille all'ora

Negli Usa si dice che «there’s no I in team». Qui da noi il concetto si traduce con «non puoi vincere da solo». Quando si tratta di uno sport di squadra, quello che conta è il gruppo. Ma a ben vedere, ogni gruppo è formato da un insieme di individualità. E non serve andare a San Siro o Twickenham per capire che tattica e tecnica non bastano a fare di un atleta un buon compagno di squadra. Nonostante le differenza fra ruoli e movimenti nei diversi sport, una cosa è certa anche sui campetti di periferia: se a correre per te sono i tuoi compagni, gli improperi si sprecano. Insomma, meglio fare vita d’atleta prima della partita (o dell’allenamento) che per il terzo tempo c’è sempre il bar.

Da dove cominciare? Dall’alimentazione, ovviamente. Potenza, resistenza e velocità sono requisiti fondamentali e migliorabili attraverso una pratica continua, ma per mantenersi in forma e pronti alla prestazione bisogna avere un serbatoio sempre pieno e all’altezza dello sforzo.

Il menù prima del fischio d'inizio
Prima dell’attività fisica il pasto principale deve essere la base su cui costruire la prestazione. D’altronde, anche a livello amatoriale un allenamento di calcio, rugby o pallavolo dura fra l’ora e mezza e le due ore a cui si aggiungono la classica chiacchierata in spogliatoio e la doccia calda alla fine. Un lasso di tempo relativamente lungo da sopportare. Meglio prepararsi almeno tre ore prima. Come? Un piatto di pasta di farro (circa 4g per chilo corporeo) con del sugo al pomodoro come primo e della bresaola con grana e rucola per secondo. Per digerire il tutto il classico espresso dopo pasto che, oltre a un effetto diuretico, innesta un grado di eccitazione naturale nell’organismo già proiettato all’impegno sportivo.

E' tutto un gioco di squadra
Man mano che ci si avvicina all’allenamento è bene non dimenticare di idratarsi regolarmente per un totale di mezzolitro nell’ora precedente l’inizio dell’attività. Poi fra scatti, allunghi, esercizi specifici e urla dell’allenatore che tenta invano di spiegare l’ennesimo schema nessuno può dire “adesso basta”. Bisogna arrivare in fondo tutti insieme e fare poco affidamento sulle pause: le borracce con acqua e sali minerali non bastano mai per tutti.

L'ora del "terzo tempo"
Dopo la partitina e la doccia rigenerante è tempo di andare a cena con tutta la squadra. E qui una pizza alla farina di kamut ci sta. Una bella Margherita con aggiunta di prosciutto cotto è un combinazione sostenibile che rinfranca lo spirto e rifornire l’organismo. In generale, comunque i carboidrati ad alto indice glicemico sono necessari in questa fase per ricostruire velocemente le riserve di glicogeno (soprattutto se l’allenamento appena finito è solo la prima parte di una doppia seduta). Mentre alimenti come il prosciutto e la mozzarella o una fetta di primosale, invece, permettono l’assunzione della giusta porzione di proteine e grassi senza esagerare con le calorie.

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